FORUM
ITALIANO
dei
COMUNISTI

Guttuso, 1° maggio 1956


CHI SIAMO

CONTRO IL MILLENARISMO COMUNISTA

Per uno sviluppo concreto e scientifico dell'organizzazione dei comunisti italiani

   Ci dispiace per i compagni del PCUP che hanno organizzato il collegamento dell'11 sera per discutere un piano di sviluppo unitario dei 'comunismi' italiani, ma l'impressione che abbiamo ricevuta corrisponde alle previsioni che avevamo fatto.
  Si è trattato di un incontro in cui diversi gruppi senza storia e futuro sviluppano teorizzazioni astratte sul comunismo senza avere coscienza di che cosa significhi riaffrontare la questione comunista in Italia. Di queste storie è lastricata la via dei fallimenti che si sono registrati fino ad oggi.
  Per questo ribadiamo ciò che abbiamo detto nel corso del collegamento e lo ribadiamo anche al PCUP, nella speranza che la sua disponibilità al dialogo venga impostata su un terreno fertile e non somigli a un’ammucchiata di cocci.
  Qual è dunque la questione o meglio quali sono le questioni?
  Innanzitutto si tratta di mettersi d'accordo sul fatto che una ripresa di dibattito tra comunisti italiani non può prescindere dal riconoscimento comune che i nostri tentativi stanno tutti dentro la storia del movimento comunista organizzato da Lenin e che è passato attraverso l'Internazionale comunista, il rapporto con l'URSS e con Stalin, il movimento antifascista, antimperialista e anticolonialista sostenuto dai comunisti. E aggiungiamo che la storia del movimento comunista ha oggi eredi importanti, a partire dalla Cina. Dunque niente neo-comunismi che non si fondino sul rapporto storico con l'esperienza che, diversamente articolata, sta portando l'occidente imperiale alla crisi finale. Semmai si tratta di capire attraverso la nostra storia quali sono i compiti dei comunisti nel XXI secolo.

[leggi tutto]

COMUNICATO CONGIUNTO SULL’INCONTRO
TRA IL PARTITO COMUNISTA
DI UNITA' POPOLARE
E IL FORUM ITALIANO
DEI COMUNISTI

   Si è svolto il 13 maggio l'incontro tra il Forum Italiano dei Comunisti e il PCUP che fa seguito ad un appello al dialogo e alla collaborazione tra comunisti diversamente collocati fatto da questo partito [qui insieme alla nostra risposta qui].

[leggi tutto]

GRAMSCI E TOGLIATTI
LA DISCUSSIONE E' APPENA ALL'INIZIO

  Il 17 gennaio si è tenuto come previsto il seminario organizzato dal Forum e dal PCI sul tema “Ricominciamo da qui: Gramsci e Togliatti” [qui].

[leggi tutto]


UN SEMINARIO PERMANENTE
DI CULTURA COMUNISTA

  Abbiamo già detto nel gennaio scorso, nel quadro del seminario organizzato dal PCI e dal Forum Italiano dei Comunisti su Gramsci e Togliatti, che la nostra intenzione era quella di sviluppare discussione e ricerca per coinvolgere il massimo dei compagni e compagne nel lavoro di approfondimento.

[leggi tutto]

UN CONTRIBUTO DEL
FORUM DEI COMUNISTI
PER INQUADRARE GLI SVILUPPI DELLA
QUESTIONE COMUNISTA
DA MARX AD OGGI


Esce il volume 'Il socialismo nel XXI secolo alla luce di una lettura materialistica della storia del movimento comunista'
(126 pagine € 10,00 spedizione compresa).

 Per combattere ogni possibile visione romantica della questione comunista abbiamo deciso di pubblicare questo libretto per mettere in luce come si sia posto, a partire dal fatidico 1848 del Manifesto, lo sviluppo del movimento comunista e il suo carattere dialettico col movimento reale che cambia lo stato di cose presente.

[leggi tutto]  

Per ordinare il libro scrivere a
pasti@mclink.it
maggiori informazioni [qui]

Per contatti
scrivere a:

info@forumdeicomunisti.it

IL NOSTRO
ARCHIVIO

FINALMENTE UN SEGNALE
ORA PUNTIAMO SUL 'MOVIMENTO DEI NO'

  Dopo tanti discorsi contro la guerra finalmente si è intravisto un segnale che mette ciascuno di noi di fronte alle responsabilità di prendere posizione.
  Quel "NON VI VOTEREMO" se scegliete il riarmo, la continuazione della guerra in Ucraina, un'Europa bellicista, pubblicato sul Fatto Quotidiano da IL CORAGGIO DELLA PACE - DISARMA dimostra che qualcosa si muove nella direzione giusta. A fine settembre (dal 17 al 20) è previsto un convegno a Firenze in cui IL CORAGGIO DELLA PACE - DISARMA discuterà come andare avanti.
  Noi parteciperemo e cercheremo di far valere una posizione che prevede l'allargamento del movimento senza steccati, lo sviluppo dei comitati del NO per dare corpo alla mobilitazione, la proposta di una piattaforma costituzionale su cui si riconoscano coloro che vedono la sconfitta della Meloni come una alternativa vera, fatta di contenuti e non di chiacchiere.
  Abbiamo di fronte un anno di lavoro e per quanto ci riguarda abbiamo iniziato per tempo, come dimostrano i testi sottostanti

PER UNA PIATTAFORMA COSTITUZIONALE
DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA

che sappia sviluppare in Italia
un movimento unitario contro la guerra,
contro la demolizione della Costituzione Repubblicana,
contro la liquidazione dei principi di difesa dei lavoratori e dei cittadini previsti dalla Costituzione rispetto alle condizioni sociali e alle libertà di espressione.

Non possiamo più aspettare
né delegare ad altri

questioni che attengono al futuro dei cittadini italiani, dei lavoratori, dei giovani, delle donne, che è minacciato dalle prospettive di guerra, dalla demolizione delle strutture costituzionali, dall’introduzione di principi in netto contrasto con le fondamenta antifasciste della Repubblica, dal­l’im­posizione di programmi economici e sociali che favoriscono rendite e profitti e vanno contro gli interessi dei lavoratori.

[leggi tutto]


La questione sionista

Tre "quaderni di Aginform"
pubblicati vent'anni fa
ma oggi più attuali che mai

Problemi
del movimento comunista

Quelli che pubblichiamo sono spunti con cui cercheremo di affrontare la discussione nell'area comunista. Si tratta di temi che attengono alla valutazione di alcuni passaggi della storia del PCI, utili per capire come i comunisti italiani si sono mossi prima della mutazione genetica e questioni di carattere generale e storico. Siamo solo agli inizi e speriamo di stimolare con questo una ricerca collettiva.


Sul movimento comunista
in Italia


Sul movimento comunista
internazionale


I COMUNISTI NEL XXI SECOLO
appunti per una discussione


  Il testo che segue serve ad aprire una discussione sulle prospettive politiche che si aprono in questa fase storica e in che modo si configura il ruolo dei comunisti. Non abbiamo bisogno di tesi che esprimono una ortodossia depotenziata, ma di un uso del patrimonio teorico comunista per dare una base effettiva per la trasformazione di ciò che la realtà oggettiva impone. Aprire una discussione su questo serve anche a superare il caos politico a cui i cattivi maestri della sinistra radicale ci hanno abituato.


  Il compito che dobbiamo porci è quello di individuare la funzione del comunisti nel xxi secolo in rapporto alla situazione oggettiva e saperla collegare agli avvenimenti che hanno investito il movimento comunista a partire dagli anni '90 del secolo scorso.

  Nell'impostare l'analisi ripartiamo dai contenuti del nostro libro IL SOCIALISMO NEL XXI SECOLO con cui abbiamo tentato di interpretare in maniera dialettica la storia del movimento comunista organizzato. Cercavamo di dimostrare in questo modo che le caratteristiche del partito dei comunisti sono mutate in rapporto alle fasi storiche che esso ha attraversato Quindi una visione non statica di come i comunisti si sono presentati alla ribalta della storia a partire dall'800 e che ci può aiutare oggi a trovare un canone interpretativo adeguato.

  In ognuna di queste fasi abbiamo constatato che l'organizzazione dei comunisti ha definito il proprio modello di azione in rapporto alla funzione che doveva concretamente svolgere. Con Marx ed Engels e con l'Associazione Internazionale dei Lavoratori il movimento dei comunisti si è preoccupato di dare un senso universale alle basi scientifiche che erano state elaborate dai suoi fondatori. L'esperienza non è andata e non poteva andare oltre questa funzione e si è conclusa col trasferimento dell'Internazionale a New York per chiudere definitivamente un'epoca.

  Poi, alla fine del diciannovesimo secolo, dopo l'esperienza della Iª Internazionale, il modello di riorganizzazione dei comunisti è stato quello dei partiti socialisti che avevano assorbito la dottrina di Marx ed Engels che in quella fase veniva declinata come necessità di creare il partito di massa dei lavoratori che mirava a conquistare il potere politico con le elezioni per trasformare la società capitalistica in un sistema socialista.

  Il modello non dialettico e non rivoluzionario che ha caratterizzato i partiti socialisti della IIª Internazionale si è evidenziato con la guerra mondiale imperialista del 1914-1918, quando una serie di partiti socialisti europei, in particolare in Francia e Germania, hanno votato i crediti di guerra e si sono schierati con la propria borghesia. Lo slogan PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI veniva rinnegato e si imponeva il modello socialdemocratico che dimostrava il proprio opportunismo di fronte ai compiti della storia.

  Si trattava, come disse Lenin nel suo testo sul 'rinnegato Kautsky', del passaggio del capo della IIª Internazionale dal marxismo alla difesa della guerra imperialista. Ed è proprio Lenin che, di fronte alla guerra imperialista, ripropone la riorganizzazione rivoluzionaria dei comunisti. Dalla definizione di socialdemocrazia si passa a quella di partiti comunisti per affermare, sulla base della elaborazione leniniana, una nuova forma di organizzazione per la conquista del potere con la rivoluzione proletaria e col modello adottato dalla Internazionale comunista con la piattaforma dei 21 punti che doveva caratterizzare l'azione dei nuovi partiti.

  Anche questo modello però, nonostante l'apparente continuità, subirà una sostanziale modificazione dopo gli anni '30 del secolo scorso. E' la realtà che impone ai comunisti della Terza internazionale a guida staliniana di prendere atto dello sviluppo del fascismo in Europa e della preparazione della nuova guerra imperialista. Sulla base dei nuovi avvenimenti muta sostanzialmente la strategia dei comunisti che, con il VII congresso dell'Internazionale, delineano la politica dei fronti popolari antifascisti per affrontare la nuova guerra mondiale avendo come perno la difesa del socialismo nell'URSS e la lotta internazionale contro il fascismo, cogliendo, dopo molte indecisioni, i caratteri della nuova situazione.

  La vittoria sul fascismo, di cui l'Unione Sovietica e la resistenza armata delle formazioni comuniste sono state l'elemento determinante, con l'URSS enormemente rafforzata, con la nascita delle democrazie popolari in Europa, con lo sviluppo e la vittoria dei comunisti in Cina e la resistenza del popolo coreano dopo l'aggressione americana del 1950, con il processo di decolonizzazione che avviene in rapporto di stretta solidarietà col campo socialista, con la rivoluzione cubana e la vittoria vietnamita, col rafforzamento dei partiti comunisti in varie aree del mondo, tra cui l'Europa, si è creato dopo la seconda guerra mondiale un vasto campo socialista che ha condizionato e facilitato lo sviluppo dei movimenti rivoluzionari e antimperialisti nel mondo. La guerra fredda è stata in sostanza la reazione del sistema imperiale a guida americana di fronte all’emergere di questa nuova realtà: lo spettro del comunismo.

  L'apertura di una fase controrivoluzionaria in URSS dopo il 1956 ha messo in crisi però l'architettura del movimento comunista come storicamente si era configurata dopo la rivoluzione d'ottobre. Il grande crollo che ha investito non solo l'URSS, ma anche le democrazie popolari e i grandi partiti di massa dell'occidente europeo, ha creato una fase di stagnazione pratica e teorica del movimento comunista, anche se, laddove i comunisti sono rimasti al potere, hanno non solo dimostrato una forte capacità di resistenza ma, come nel caso della Cina, hanno impostato una nuova strategia d'attacco al dominio imperialista occidentale, nelle forme del socialismo con caratteristiche cinesi. Fino ad oggi però, a nostro parere, nel movimento comunista non si è arrivati ancora a compiere una seria analisi delle ragioni della crisi, della svolta cinese, della liquidazione dei partiti comunisti europei che faccia capire i dati oggettivi da cui questi avvenimenti sono scaturiti e, contemporaneamente, su quali basi e come si possa e si debba riproporre un'egemonia dei comunisti nel mondo che non sia di pura sopravvivenza ideologica.

  Tenendo conto del carattere dialettico del pensiero comunista rispetto alla realtà dobbiamo aspettare che la vecchia talpa continui ancora a scavare per risalire alla luce.

  Ora però è la situazione mondiale che impone anche ai comunisti, per sopravvivere dopo decenni di stasi come forza reale della trasformazione, un nuovo pensiero interpretativo universale, non come ideologia, ma come capacità di esprimere un'ipotesi per sciogliere i nodi che si sono accumulati e avviare una nuova fase del cambiamento degli assetti economici e sociali.


[leggi tutto]




[QUI] gli editoriali sinora pubblicati