Multipopolare e Ottolina TV
In piazza il 5 aprile con i 5 Stelle
Ecco perchè
Da Facebook #tuttiacasa
Il 5 aprile Multipopolare (insieme ad altre sigle che con noi stanno costruendo il percorso per mandarli #tuttiacasa) sarà presente con un suo spezzone autonomo nella Piazza convocata dal Movimento 5 Stelle.
Una scelta che, comprensibilmente, ha comportato un'importante dialettica al nostro interno, perché siamo tutti convinti che San Mario Draghi da Goldman Sachs sia portatore del virus della sudditanza alle oligarchie e del neoliberismo guerrafondaio, e che basti toccarlo una volta per infettarsi per sempre (come evidentemente è successo anche a Maurizio Landini, per dire).
Starci addirittura al governo insieme, non può che trasformarti in uno zombie, e su questo non ci piove.
Ciò nonostante, noi siamo orgogliosamente campisti, sia in politica internazionale che in politica interna, e siamo convinti che fare politica significhi in primo luogo individuare un nemico principale da abbattere, e poi costruire la più ampia convergenza possibile tra tutti quelli che condividono quell'obiettivo, senza stare troppo a cercare il pelo nell'uovo, anche se quel pelo è una setola di cinghiale, e salta immediatamente all'occhio.
E la campagna di stampa martellante del partito unico della guerra in tutte le sue sfumature contro Daddy Conte (dall'ultradestra trumpiana alla fintosinistra Serrapiattista e FabioFascia, passando per la propaganda neocon dei Calenda e del Foglio) non ha lasciato grossi dubbi su quanto fosse stato identificato dal nemico come nemico.
Per chi ancora comunque nutrisse qualche dubbio, ecco che arriva in soccorso MicroMega.
Noi vogliamo bene a MicroMega. Un po' di tempo fa, proprio lo stesso autore di questo articolo, ci dedicò una lunga ed esilarante inchiesta, dove ci accusava di promuovere un'"ideologia di estrema destra".
Fu un regalo enorme. In una botta sola riuscì a levarci dai coglioni i cinque residuati di Sinistra Ztl che ancora tentavano interlocuzioni con noi, e a fare avvicinare un bel po' di persone che come noi credono che le differenze tra Ignazio La Russa e Laura Boldrini siano poca roba, ma che ci guardavano ancora con diffidenza perché temevano fossimo in qualche modo stati contagiati da qualche forma residuale di sinistrismo liberale.
La perdita di lettori e l'essersi autorelegati in una micronicchia, oggi, purtroppo, non permettono a MicroMega di contare molto.
Ed è un vero peccato: le radici girotondine e nannimorette della testata, infatti, l'avrebbero promossa automaticamente al più coerente degli organi di riferimento della piazza suprematista e guerrafondaia di sabato scorso. E questo ennesimo attacco sarebbe stato sufficiente per trasformare il 5 aprile in una piazza oceanica.
Ma non bisogna mai peccare di supponenza, e valorizzare ogni forma di contributo, anche quello che arriva da una pagina che ormai frequentano solo, malvolentieri, i parenti stretti di chi ci scrive, e di chi d'estate va in pellegrinaggio nella villa di Capalbio del buon Flores D'Arcais.
Quindi grazie MicroMega.
Per tutti gli altri, vi ringrazieremo di persona il 5 aprile dietro al nostro striscione che da veri opportunisti populisti quali siamo invita molto semplicemente a mandarli #tuttiacasa.
Altri commenti
Alessandro Belfiore
Ma va bene che ognuno porti le sue bandiere, perché questa è la realtà "unità nella diversità" si diceva una volta, non sfila un partito unico, sfila un potenziale Fronte popolare e costituzionale contro la Guerra, No all'invio di armi, No all'aumento delle spese militari.
OttolinaTv
Siamo pienamente consapevoli che questa scelta costerà. Fare i duri e puri stando a guardare in disparte o coltivando qualche microorticello, rincorrendo di volta in volta la parola d'ordine del mondo del dissenso (dall'avversione ai vaccini a quella all'ideologia green, da quella all'ideologia gender a quella nei confronti dei migranti) in questa fase è decisamente più conveniente. ma se avessimo ragionato sempre e solo in termini di convenienza, Ottolinatv non esisterebbe. Il marru in RAI a 100 e passa K l'anno ci stava come un pascià. Come molti altri di noi. E invece siamo convinti che la situazione sia da un lato molto grave, e dall'altro davvero ricca di possibilità. L'impero cade a pezzi: sparare a zero perché tanto non c''è niente di concreto che si possa ottenere davvero non è più una strategia all'altezza dei tempi.
Per chi vuole l'appuntamento è sabato 29 marzo alle 15 al nuovo Cinema Aquila di Roma per lanciare la campagna #tuttiacasa, e poi il 5 aprile in piazza a Roma dietro al nostro striscione.
Per tutti gli altri, speriamo di continuare ad essere utili anche se a volte facciamo scelte che non condividete.
Osservatorio Italiano sul Neoliberalismo
Condivido totalmente la presa di posizione di Ottolina, e se riuscirò a scendere a Roma, il 5 aprile sarò anche io orgogliosamente in piazza.
Più volte, in passato, mi è capitato di criticare, su questa pagina, l’oltranzismo estremista e minoritarista molto diffuso nella mentalità delle persone del cosiddetto “fronte del dissenso”, che vivendo la politica come un qualcosa del tipo “o tutto, o niente”, si trovano o sparpagliati in una miriade di piccole associazioni politico-culturali refrattarie a costruire rapporti con altre organizzazioni e a portare avanti battaglie politiche comuni, o proprio perduti nell’inazione politica totale che si sfoga attraverso giornate passate a commentare in modo rabbioso sui social network. È una forma di estremismo esclusivista e purista, poi, che porta a giudizi politici generalizzanti e analisi assai poco fini, per usare un eufemismo: tutte le forze e le figure politiche in qualche modo coinvolte nel governo, che devono quindi scendere a patti con la realtà “compromettendosi” invece di starsene comodamente all’opposizione dove si può essere duri e puri e campare di rendita, finiscono per l’essere accomunate da giudizi quali “sono tutti uguali, tutti sono partecipi del sistema”. Poco conta quindi che alcune forze politiche, come il M5S, negli anni di governo abbiano effettivamente realizzato quelle poche misure e linee politiche realmente “progressiste” e devianti rispetto alla linea liberale e atlantista (reddito di cittadinanza, superbonus, decreto dignità durante la pandemia, firma dell’accordo della Nuova Via della Seta con la Cina, eccetera). No: hanno partecipato al governo, dovendosi macchiare della colpa di mediare le proprie posizioni con il sistema esistente (inevitabile, se si fa politica reale), e quindi “sono tutti uguali”. Il che, faccio notare, fa molto felici i cosiddetti “poteri forti”, che si trovano in una situazione win - win in cui anche le piccole deviazioni dalla linea mainstream (le sole possibili nel contesto politico reale)
divengono fattori di sopravvivenza e rafforzamento del sistema, dato che generano repulsione nella parte di società più incazzata verso tale linea mainstream.
In questo modo, le energie e l’incazzatura della parte di popolazione più critica verso la società esistente diviene totalmente innocua e impotente: è un disastro politico di proporzioni bibliche, a cui credo che la propaganda mainstream abbia lavorato attivamente diffondendo modi di pensare e atteggiamenti estremisti ed oltranzisti che spezzano le opposizioni e impediscono che si crei l’alternativa politica. Il periodo della pandemia da Covid, in particolare, con tutte le polarizzazioni che ha creato nella società, è stato un momento cruciale di diffusione di queste forme mentis, generalizzanti e totalizzanti, che hanno lasciato danni indelebili portando ad un odio generalizzato verso tutte le figure politiche in qualche modo coinvolte nel governo della pandemia.
Più volte ho scritto che il principio che ci deve guidare è una forma di pragmatico idealismo, in cui si hanno chiari gli obiettivi e i punti di critica e al contempo si cerca, in un contesto politico dato, di perseguirli collaborando con i settori della società e della politica che vogliono andare nella stessa direzione.
Anche perché siamo entrati in una fase storica davvero drammatica, e credo che saremo giudicati dai posteri in modo durissimo se, invece della politica reale ispirata dal pragmatico idealismo, ci saremo rinchiusi in un senza dubbio purissimo “dissenso”, purissimo ma anche sostanzialmente impolitico e inefficace.
Silvia Tobia
Continuiamo ad andare dietro al movimento cinque stelle... che posizione ha sulla guerra in Palestina? E parla di Pace! Da chi dice di fare informazione è inaccettabile tale presa di posizione. perché non avete partecipato il 15 alla manifestazione di Piazza Barberini?
OttolinaTv
Silvia Tobia, abbiamo.partecipato alla manifestazione del 15, e le posizioni dei 5 Stelle sulla Palestina sono buone.