Le difficoltà reali di fronte a noi
Carissimi
Pur condividendo in generale quanto affermato da Amata, ritengo dirimente una riflessione circa le "difficoltà reali" nel cercare di far confluire i comunisti diversamente collocati, in un "ambito" unitario al fine di contribuire alla costruzione di un fronte unitario contro le politiche guerrafondaie UE.
Credo che lo sforzo da fare sia quello di articolare proposte che tengano conto della realtà in cui operano i comunisti in occidente oggi, ovvero una realtà fatta di territori occupati da basi Nato, in particolare in Italia, che si configura sempre più come una colonia vecchio stampo. Bisogna ragionare sulle "proposte forti", sui metodi di azione rivendicativi e su forme di organizzazione dei militanti che tengano conto di un contesto che si inasprisce giorno per giorno. Non siamo più nel dopoguerra 1945 e le dinamiche economiche non sono più le stesse, così come non lo sono più le classi sociali di riferimento.
Lo sforzo da fare è questo ora e deve partire dalla volontà dei gruppi dirigenti di tutte quelle organizzazioni sedicenti comuniste, a rinunciare al proprio orticello e mettere a nudo le criticità che si hanno di fronte.
Un saluto.
Marina Alfier