UNA PROVA DIFFICILE MA NECESSARIA
COME SCONFIGGERE IL PARTITO DELLA GUERRA
E IL GOVERNO MELONI
In che modo i comunisti devono posizionarsi di fronte alle grandi battaglie politiche in corso che riguardano il referendum sulla giustizia, le elezioni politiche, la lotta al governo Meloni e lo sviluppo del movimento contro le guerre?
Ciascuna di queste questioni ha bisogno di una risposta adeguata, che non è fatta solo di dichiarazioni e di slogans, ma di ragionamenti concreti su cui basare l'azione politica. Purtroppo esiste spesso una scissione tra compiti di partito e impegno politico generale per cui di fatto si delega ai 'movimenti' la gestione di una serie di campagne che, al contrario, rappresentano i passaggi di contenuto strategico e in cui i comunisti devono essere impegnati.
La prima tappa di questi passaggi che abbiamo di fronte oggi è rappresentata dal referendum sulla separazione delle carriere in magistratura. La campagna è già iniziata e fortunatamente non sono solo i comunisti ad impegnarsi, anzi il vero fronte è rappresentato dai magistrati dell’ANM, dal comitato presieduto da Rosy Bindi e da altre associazione. Tra i partiti Conte è molto impegnato e il PD dimostra una scarsa mobilitazione, mentre la CGIL e Landini sono in prima fila. E quello che si definisce movimento antagonista? Abbiamo l'impressione che consideri la questione poco appetibile e se ne stia appartato.
A noi deve essere invece chiaro che la sconfitta di Nordio rappresenterebbe la prima grande crepa nel blocco della destra, con effetti forse risolutivi. Per questo l'indicazione dei comunisti è impegnarsi senza riserve per la vittoria del NO.
La seconda tappa del percorso che ci aspetta è quella delle elezioni politiche del 2027 in cui si decideranno le sorti del governo Meloni. La partita è tutta in salita, sia perchè il campo largo è condizionato dalle posizioni del PD, sia perchè coloro che non le condividono non è certo che reggeranno al ricatto della Schlein. E allora?Allora non possiamo certo per paura della destra cedere su questioni essenziali come il rifiuto del riarmo, il sostegno alla guerra in Ucraina e ai programmi economici liberisti. Senza tutto questo parlare di alternativa non ha senso.
C'è quindi un modo per sfuggire a questo ricatto? A nostro parere la prima cosa da fare è risvegliare le coscienze e dare una prospettiva a coloro che il giorno del voto non vogliono essere ingannati. Siamo in molti, ma occorre che ciascuno si prenda le sue responsabilità e decida di esercitare il suo peso nella partita che si è aperta. La delusione non paga, conta l'azione politica concreta e la mobilitazione. Per questo noi abbiano elaborato una piattaforma sui punti essenziali che per noi rappresentano una vera alternativa al governo Meloni. Questa piattaforma, che alleghiamo a questo editoriale, serve a collegare e sollecitare quanti vogliono organizzarsi per una alternativa e vogliono mandare un messaggio a coloro che già si sentono deputati a decidere. Certo non ci rivolgeremo ai Guerini e ai Renzi, cercheremo coloro che possono condizionare l'alternativa con posizioni avanzate e metteremo in guardia anche chi pensa che creare un campo largo sia un modo per illudere gli allocchi.
Perchè scegliamo questa strada? Due sono i motivi: primo perchè nelle condizioni attuali ci sembra l'unica opzione possibile e la più valida e in secondo luogo perchè il gioco dello zero virgola non ha nè effetti nè dignità politica.
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