Roma, 19 settembre, incontro promosso dal PCI
“Uniti contro il riarmo e la guerra,
per la pace, la Costituzione e l’alternativa”
La posizione del Forum.
L'interesse alla partecipazione a questo incontro non è per noi del Forum un progetto di lista elettorale. Il tema vero è come i comunisti e tutti quelli che aspirano ad una alternativa devono affrontare questa fase politica caratterizzata dalla scadenza del 2027 e dal destino del governo Meloni.
Questo modo di affrontare la situazione definisce anche i parametri con cui si devono individuare gli obiettivi.
A nostro parere al primo posto l'obiettivo è quello di battere la Meloni, e tutto quello che essa rappresenta, con un programma avanzato che faccia perno sulla lotta alla guerra e al riarmo, sulla crisi economica, conseguenza delle guerre, sugli effetti spaventosi della crisi ambientale e climatica.
Un programma al di sotto di questa piattaforma non è all'altezza della situazione e non coglie quegli elementi di alternativa che possono mettere in moto le forze necessarie a travolgere un governo basato sulle bugie e la propaganda e impostare una fase nuova.
Il primo e fondamentale elemento per un’alternativa è quindi mettere in chiaro che essa si basa soprattutto sulla pace, su un programma di pace che faccia uscire l'Italia dalle guerre in cui è invischiata con la fornitura di armi all'Ucraina, con i rapporti con Israele, con l'uso delle basi italiane per la guerra all'Iran, con un riarmo europeo funzionale alla preparazione dello scontro diretto con la Russia. Nessun programma elettorale può avere un senso se non si parte dall'idea che l'Italia deve stare fuori dalle guerre provocate dagli USA, Israele, UE e su questo tema o riusciamo a convincere la maggioranza degli italiani o la partita è persa.
Non si tratta di una contrapposizione ideologica col nemico politico da battere ma della constatazione che le guerre hanno portato alla situazione attuale e per questo bisogna rimuoverle. Questo concetto deve diventare senso comune e la gente, e non solo i soliti informati sui fatti, deve capire e condividere questo. Quindi scegliere l'alternativa significa lavorare per questo e da subito, creare un movimento robusto e profondamente cosciente. Se l'incontro di oggi ha un senso bisogna dunque partire da qui e trovare i modi per ottenere il risultato.
In secondo luogo la crisi economica. Quando si parla di benzina e di carrello della spesa bisogna insistere sul fatto che ciò è dovuto alle guerre e agli embarghi che l'occidente imperiale di cui Meloni fa parte hanno imposto. Guerre, carovita, condizione sociale sono strettamente interconnesse e non si può far apparire certe scelte come questioni di bilancio dello Stato. Il costo della vita dipende dagli embarghi e dal riarmo. anche questo deve essere chiaro.
Per ultimo, il terzo punto di un programma adeguato deve essere la situazione ambientale e climatica. Non possiamo limitarci a parlare di guerre e carovita. La vita delle popolazioni è minacciata da un riscaldamento globale che ha come conseguenze la crisi ambientale, quella alimentare e del modo di vita. Vivere in questa situazione non è casuale, è la conseguenza di come lo sviluppo economico è stato gestito in questi decenni e degli interessi che lo sottendono. Anche questo deve diventare un punto di vista condiviso e messo sul piatto della bilancia per una resa dei conti coi responsabili.
Per affrontare queste tematiche ci vuole la consapevolezza di una alternativa che sia radicale nell'imporre gli obiettivi, e per questo ci serve capire anche come accumulare le forze per raggiungerli.
Sappiamo che i partiti del campo largo non sono adeguati a questi compiti e non è escluso che al posto di una alternativa politica avremo un’ulteriore sconfitta per la loro mancanza di credibilità. E sarà la destra, nelle sue varie versioni, a raccogliere il vento di protesta che soffia sull'Italia e sull'Europa. La Sassonia docet.
La domanda di rito è: che fare? La cosa peggiore per noi sarebbe illudersi che mettendo insieme un po' di cocci si possano capovolgere i rapporti di forza. Chi pensa di creare una nicchia elettorale fregandosene delle questioni generali (sconfitta Meloni, come bloccare l'avanzata della destra, come modificare il qualunquismo corrente in protesta vera) non ci fa fare passi in avanti e, nonostante il radicalismo delle parole, è il vero opportunismo di oggi.
A nostro parere in questo momento il minoritarismo delle soluzioni è il vero nemico che ci lega le mani. Noi dobbiamo essere invece in grado di capire a fondo le caratteristiche della situazione, tentare di ricomporre su un terreno politico e programmatico tutte le forze che vogliono un effettivo cambiamento, definire i punti di una piattaforma che possa unire milioni di persone. Dobbiamo vincere la rassegnazione di chi da' per scontata la debolezza e la sconfitta probabile del campo largo e l'inevitabile conclusione di andare alle liste dello zero virgola.
Tra questi due poli bisogna inserire la capacità di creare un movimento di massa che tenga conto sia di quello che succede sia nel campo largo sia nel vasto mondo di una sinistra diffusa che non è disposta a turarsi il naso e votare il meno peggio. Su questo dimostrare capacità di incidere e capacità di sintesi unitaria senza dimenticare che l'obiettivo è quello di battere la Meloni e tener conto del programma con cui vogliamo batterla.
La nostra proposta è che coloro che sono consapevoli della posta in gioco e della necessità di unire il popolo antifascista e contrario alle guerre, coinvolto nella crisi economica e ambientale, costituiscano da subito comitati territoriali e un coordinamento nazionale sui tre punti che abbiamo indicato col compito di intervenire nel dibattito in atto nel paese e mettere sul piatto della bilancia il peso di coloro che vogliono mandare a casa la Meloni, ma non sono disponibili per una alternativa farlocca.
Forum Italiano dei Comunisti
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