Da: Raffaele C.

      COMUNISTI: CHE FARE?

  I comunisti possono e debbono porsi l'obiettivo di tornare in Parlamento, non per essere la stampella di un governo progressista oppure una pattuglia di dogmatici o di massimalisti, ma per contribuire a contrastare le forze della Destra reazionaria e fascista.
  L'obiettivo strategico resta la costruzione di un Fronte Unito per affrontare una decisiva battaglia di classe collegata al lavoro politico tra le masse e con le masse. In un quadro politico che vede la Destra al governo impegnata a trasformare le istituzioni repubblicane democratiche in un regime fascista in un quadro politico eufemisticamente definibile effervescente ed in un contesto sociale altrettanto eufemisticamente definibile arroventato, l'azione politica dei comunisti non può, quindi, prescindere da un'analisi concreta della situazione concreta. Oggi da comunisti dobbiamo combattere su due direttrici: fermare l'avanzata delle forze fasciste e razziste; riorganizzare il blocco sociale di riferimento e prenderne la guida con l'obiettivo di dare al movimento anticapitalista la necessaria coscienza di classe e la dovuta organizzazione politica. I comunisti, ancora una volta, si trovano nelle oggettive condizioni di doversi organizzare per affrontare una battagli durissima, da posizioni non certo di forza, con l'aggravante di essere stati semplicemente rimossi dal panorama politico e mediatico nazionale.
  Ma la condizione ineludibile per assolvere al meglio il compito di avanguardia rivoluzionaria è, senza ombra di dubbio, la riunificazione politica dei comunisti. Da più parti ormai, e con sempre maggior convinzione, giungono pressanti inviti all'unità dei comunisti ed al superamento di dogmatismi e settarismi: dobbiamo riunire gli Stati Generali dei comunisti italiani.
  Non abbiamo più tempo da perdere!!
  Alla ricostituzione di un unico Partito Comunista devono partecipare in massa tutte le compagne e tutti i compagni, ovunque collocati: nei Partiti, nei movimenti, nelle associazioni, nei centri sociali, nella società civile, senza posizioni di privilegio che possano condizionare l'esito dell'assemblea nazionale. Chiaro e semplice deve, altresì, essere il percorso costituente:
 - azzeramento volontario di tutti gli incarichi degli iscritti ai Partiti Comunisti
 - assemblee provinciali aperte a comunisti militanti e simpatizzanti
 - assemblee regionali con delegati eletti da assemblee provinciali
 - assemblea nazionale con delegati eletti da assemblee regionali
 - elezione di comitato centrale, ufficio politico e direzione nazionale
 - nascita del Partito Comunista Italiano
 Ineludibili, parimenti, devono essere le linee guida del percorso costituente e fondativo:
 - riferimento teorico ai principi del socialismo scientifico
 - internazionalismo proletario
 - centralismo democratico.

   Buon lavoro, compagni!!

    Raffaele C.



  Compagno Raffaele,

  ciò che scrivi mi trova d’accordo ma, al tempo stesso, mi induce ad attingere alla riserva di sano pragmatismo che ogni comunista ha nella sua “cassetta degli attrezzi” per effettuare una valutazione che non sia solo frutto dell’ottimismo della volontà, ma che venga assistita anche dal pessimismo della ragione. 
  Mi riferisco, non potrebbe essere diversamente, alla realizzazione degli obiettivi e alle condizioni oggettive nelle quali si trova oggi quella galassia variegata e frastagliata, che possiamo definire soltanto “area comunista”, da cui partiamo per poter ottenere quei risultati.
  Parlo di “area comunista” perché mi riesce difficile immaginare che una qualsiasi delle formazioni, che da Rimini 1991 sono riuscite solo a disperdere il patrimonio politico organizzativo militante e ideale del P.C.I., possa aspirare a divenire punto di riferimento per un’area nella quale si può facilmente constatare quanto sia difficile determinare una dialettica che riesca a sviluppare un dibattito costruttivo sul “Che fare?”. Il nostro è un lavoro di prospettiva e starà a tutti noi fare in modo che tale prospettiva sia la più breve possibile nelle condizioni date.
  Alcune brevi notizie di come e cosa facciamo. Abbiamo dato vita ad un gruppo Facebook che porta il nome di “Forum Italiano dei Comunisti” che, come immagine, riproduce il quadro di Guttuso “Primo Maggio” per significare che ci rivolgevamo prioritariamente alla classe operaia che, il recente sciopero generale ce lo ha dimostrato, è in grado di far vedere ancora la propria forza. Successivamente, ci siamo resi conto che era necessario uno strumento di comunicazione meno volatile e virtuale di Facebook per cui abbiamo dato vita ad un sito web visitabile digitando
www.forumdeicomunisti.it
oppure www.forumitalianodeicomunisti.it.

  Siamo ovviamente alla ricerca di contributi di elaborazione di compagne e compagni che vorranno inviarceli, come la tua esperienza ti ha indotto a fare e di questo ti ringraziamo, ma anche della indicazione degli indirizzi e-mail che ci consentano di ampliare la rubrica dei nostri contatti con i compagni ai quali inviare i documenti che elaboriamo e con i quali, appunto, approfondire. Per questo specifico scopo, abbiamo dato vita all’Ufficio di Corrispondenza del Forum, per intrattenere rapporti più stretti con compagne e compagni. L’Ufficio di Corrispondenza sta cercando di ricostruire una rete di contatti che è presupposto essenziale per comprendere le istanze delle masse popolari alle quali i comunisti devono tornare a rivolgersi. Ci vuoi aiutare in questo lavoro?
  In allegato, mi permetto di inviarti alcuni documenti che abbiamo elaborato ed anche il primo editoriale pubblicato sul sito web citato poc’anzi. Sul sito sono contenute le indicazioni per poter disporre della lettura di quanto pubblicato.
  Fraterni saluti.

per l’Ufficio di Corrispondenza
del Forum Italiano dei Comunisti

Ennio Gori